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BENESSERE

L'emozione come risorsa.

Di: Donatella Agrizzi | Tempo di lettura: 10 minuti

Siamo abituati a considerare l’emozione come qualcosa che ci attacca contro la nostra volontà.
Come un virus che dall’esterno ci contagia e nei cui confronti poco o nulla possiamo fare.

E se le nostre emozioni potessero invece essere gestite? E se potessero addirittura diventare la tua alleata ed aiutarti a capire come navigare al meglio in ogni periodo ed uscirne più forte, consapevole, deciso, compassionevole, prospero?

Quando non gestisci le emozioni che vivi  mini la tua salute fisica (il cortisolo ti mantiene in costante stato di allerta), il carico di stress aumenta ed il tuo corpo diventa affaticato, senza ossigeno e senza energia.
Purtroppo, la mancanza di ossigeno e l’intossicazione data dall’eccesso di cortisolo ed altre sostanze influiscono anche la mente che diventa meno chiara e reattiva, rallenta e diventa poco flessibile, non riesce a vedere le soluzioni dietro il problema, le opportunità nella difficoltà, la possibilità che è presente nella situazione.
Questa incapacità si trasforma in occasioni perdute, difficoltà a trasformarsi e reinventarsi in un periodo di transizione, in perdite concrete ed a volte dolorose.

Quando invece gestisci le tue emozioni ed impari ad accedere allo stato che più ti supporta in un preciso momento e per un particolare fine, allora avviene il processo inverso. Il corpo si trova in uno stato di benessere, è ossigenato, pieno di energia e reattivo e la mente sveglia e pronta a cogliere l’opportunità e sfruttare l’occasione che si presenta; anzi riesci ad anticipare i tempi, ad essere flessibile ed adeguarti al cambiamento, riesci a prosperare dove prima faticavi.

Gestire le emozioni, soprattutto in periodi difficili o sfidanti, diventa fondamentale e può essere la differenza tra chi soccombe (nel lavoro, così come nella vita) e chi invece prospera, rimane lucido ed agisce subito, ottimizzando i propri risultati.

E se consideri che l’essere umano è un organismo composto di corpo, mente ed energia, e che questi sistemi sono tra loro interconnessi e si influenzano a vicenda, capirai come un fattore che influenza sia il corpo, che la mente, diventa ancora più pericoloso, o potenziante.

Ed è per questo che ti invito a considerare quali sono le tue emozioni principali, perché dalla comprensione di quali sono le caratteristiche di queste emozioni, inizia la comprensione della strategia più adatta a gestirle.

Il primo passo per gestire le emozioni è capire quali emozioni vivi, quando, quanto intensamente e cosa le genera.

Se vuoi migliorare la gestione delle tue emozioni fai due elenchi:

Colonna 1: metti le emozioni depotenzianti.

Colonna 2: le emozioni potenzianti.

Prenditi cinque minuti ed elencale….

Bene ora scegli l’emozione depotenziante principale che vivi e scrivi quante volte alla settimana la vivi e quanto intensa (da uno a dieci) e quali sono le cause scatenanti.

L'emozione è al centro di ogni esperienza.

SE, ad esempio, la tua emozione depotenziante principale è la rabbia, pensa a quando ti arrabbi nell’arco della settimana e considera se ci sono dei luoghi comuni.

Ad esempio potrebbe essere che:

  1. Ti arrabbi più spesso con una determinata persona oppure
  2. Ti arrabbi più di sera
  3. Quando vieni interrotto

La risposta che dai ti fa anche capire cosa ti fa arrabbiare, che non è la persona o la situazione, ma quello che avviene dentro di te in quel momento. Quando lo conosci, lo puoi gestire, se decidi di prestarci attenzione ed un po’ di perseveranza.

L’analisi della strategia e la sua comprensione possono essere trattati in maniera esaustiva in una giornata di corso dal vivo (chiedi dettagli, se ti interessa), qui voglio darti degli spunti concreti, che ti aiutino a riflettere ed aumentare la tua capacità di osservazione ed analisi dell’emozione

Ti arrabbi più spesso con una determinata persona:

Questo è un esempio interessante perché normalmente l’arrabbiarsi con una persona specifica può implicare due ragioni molto diverse l’una dall’altra, direi quasi opposte.

Il primo motivo è dato dal fatto che colleghi a quella persona un fatto spiacevole, per cui ogni volta che vedi quella persona, ti viene in mente quel fatto o quella situazione, sono strettamente collegati. Un grande aiuto ti viene dato dal consapevolizzare questo fatto ed analizzare la situazione. Se vuoi smettere di arrabbiarti con quella persona hai bisogno di fare un elenco di tutte le qualità che questa persona possiede e di tutte le ragioni per cui vuoi separare la persona dall’avvenimento e ripetertelo più volte al giorno. Metti per iscritto su due colonne diverse, in una le qualità e nell’altra i motivi e rileggilo, soprattutto prima di vedere la persona in questione.
Il secondo motivo è l’esatto opposto: Per tutto il giorno sei stato calmo, paziente ed hai tollerato, accumulato, mandato giù, fino a che incontri quell’unica persona che sai che ti capisce e “tollera” in ogni caso, anche quando sei il peggio di te, sai che “ti puoi permettere” di sbottare, senza gravi conseguenze. Ed è il motivo inconscio per cui ti lasci andare.

In questa situazione ti può aiutare molto pensare che quella persona è per te preziosa e non vuoi continuare a trattarla male per vari motivi tra cui:

  1. Non se lo merita.
  2. Potresti tirare troppo la corda ed arrivare al punto in cui la persona non ce la fa più, con le conseguenze del caso.

Ti arrabbi più di sera:

E’ molto probabile che il fattore stanchezza sia per te determinante.
Un aiuto deriva dall’essere consapevole di questo fatto e di diventare più cauti la sera e magari farti una “coccola”, qualcosa che ti aiuta a stare meglio ed a recuperare un po’ di energia.
Per prima cosa hai bisogno di capire quale sia il tuo tipo di stanchezza, cioè è fisica o mentale?
Perché se la tua è una stanchezza fisica, allora hai bisogno di uno stimolo mentale, cioè di compiere un’attività rilassante che non includa un dispendio fisico come ad esempio fare un bel bagno caldo e profumato, oppure ascoltare della musica… e perché non entrambi?
Se invece la tua stanchezza è mentale, allora il modo migliore per alleggerire la tensione è quella di effettuare un’attività fisica, che ti scrolla di dosso la tensione
Pensa a qualcosa che ti piace, a qualcosa che ti fa bene e falla almeno tre volte a settimana per tre settimane.
Se questo aiuto generico non funziona, allora hai bisogno di strategie specifiche per lo stress o con un corso di gestione dello stress, o con qualche sessione con un coach di salute e vita, specializzato in gestione della tensione e dello stress. L’aiuto di un professionista ti aiuta a

 

  • Individuare la strategia specifica per ottimizzare i tuoi sforzi
  • E’ uno specchio che ti aiuta a “rimanere sul pezzo”
  • Ti aiuta a rimuovere ostacoli reali od inconsci, che ti impediscono di lasciar andare e di mantenere il tuo proposito
  • Ti aiuta ad ottimizzare i tempi ed a trovare il tempo per fare quello che vuoi.

Ti arrabbi di più se vieni interrotto:

In questo caso l’associazione inconscia che fai non è nei confronti dell’altra persona, ma nei tuoi confronti e cioè dai all’interruzione un significato molto personale, normalmente è “mancanza di considerazione”.
Il fatto che essere interrotti rappresenti una mancanza di considerazione verso la tua persona, è un qualcosa che qualcuno potrà condividere ed altri no.
Per cui ti può essere molto utile chiederti quale sia l’intento dell’altra persona e quale significato attribuisce, o non attribuisce all’interruzione stessa.

Ho analizzato molti casi del genere e la risposta della persona che interrompeva sono stati molteplici.
La più comune è una versione simile a questa che segue:
“E’ sempre occupato, se ho bisogno di parlargli sono obbligato a interromperlo”.

Avrai notato che ho sottolineato la parola bisogno. Perché?
Perché nel momento in cui la persona ti interrompe, non lo sta facendo per mancarti di rispetto, al contrario, lo fa perché ha bisogno di te, di un tuo consiglio, parere, autorizzazione, o più semplicemente ha bisogno della tua attenzione. Se ci pensi è esattamente l’opposto della mancanza di rispetto.
Ed è per questo che, se consideri i motivi dell’altra persona ti renderai conto che sta vivendo la situazione da un punto di vista molto diverso dal tuo.
Sia per capire, che per spiegarti con l’atro è fondamentale capire cosa è avvenuto dentro di te, capire cos’hai pensato e quale significato hai dato o dai alla sua azione.
Il bello degli esseri umani è che siamo uno diverso dall’altro ed ognuno ha esperienze, vissuti e credenze che lo hanno fatto diventare quello che è.
Per gestire chi sei nei confronti degli altri è fondamentale smettere di proiettare il tuo mondo ed il tuo modo di pensare agli altri ed iniziare a capire il loro.

La gestione emozionale è una materia si complessa, eppure anche attuabile con strategie semplici, che ti fanno percepire che sei in controllo e puoi direzionare la tua vita come e dove vuoi.

Confido che questi spunti di riflessione ti siano stati utili!

Sei interessato/a a frequentare un corso di gestione emozionale?

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